Dopo TAXI TEHERAN, con il suo ultimo film, TRE VOLTI, il regista iraniano Jafar Panahi si conferma ancora una volta uno dei protagonisti del cinema iraniano contemporaneo e non solo. Presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, con una standing ovation del pubblico in sala, ha ricevuto il Premio per la Migliore Sceneggiatura dalla giuria di Cate Blanchett. Ma il suo autore non ha potuto ritirarlo di persona. Ecco perché.

Panahi_TreVolti

Perché Panahi non può uscire dall’Iran

In tutti i suoi film, Panahi si è occupato dei problemi politici, sociali ed economici del proprio Paese, rivolgendo il suo sguardo soprattutto ai bambini e alle donne, coloro che vivono ai margini di un regime oppressivo e patriarcale, sempre a sospeso tra la finzione e il cinema verità. Così nel 2010 viene accusato di propaganda contro la Repubblica islamica e condannato alla reclusione per sei anni, riuscendo però ad ottenere la libertà vigilata. Gli verrà però vietato di dirigere qualsiasi film o di scrivere sceneggiature, di rilasciare interviste a media straniere, nonché di lasciare il Paese per ben 20 anni.

E ancora Panahi, nonostante le costrizioni, sceglie di non andarsene, per continuare a raccontare l’Iran da dentro, senza abbandonare le lotte che da sempre porta avanti con il suo cinema.